Hair stylist Vittorio Mariano a Expo Milano 2015

in: Rapallo News .

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Vittorio Mariano a Expo Milano 2015 fotografie

Un elegante abito per la Biodiversità La moda si fonde con l’acconciatura raccontando l’amore per la vita, con la partecipazione dell’Hair stylist Vittorio Mariano a Expo Milano 2015.
Il 19 Ottobre 2015 Vittorio Mariano Hair Designer in Show al Teatro della Terra – Parco della Biodiversità Expo Milano 2015.
Vittorio Mariano è un Hair Designer ha il suo coiffeur e sito a Rapallo in Via Trento, il suo salone moderno ed accogliente con personale qualificato, il tutto in una magica atmosfera di eleganza e accoglienza.
L’attenzione che riserviamo all’aspetto è certo uno degli elementi distintivi, per non dire peculiari, di una società come quella odierna che ha fatto dell’estetica esteriore uno dei propri baluardi costitutivi: centri benessere, saloni dell’acconciatura, paradisi della cosmesi, negozi di vestiti ed accessori, mettono quotidianamente a disposizione tutto ciò che può essere utile per curare quell’immagine di noi stessi che funge da biglietto da visita nelle relazioni sociali che intessiamo ogni giorno con ritmo a volte frenetico. Semplice vanità o pura affettazione? Non soltanto, o meglio non proprio, perché ognuno dei minimi accorgimenti che adottiamo per migliorare l’immagine, se spinge da un lato ad un sereno rapporto con il mondo che ci circonda, dall’altro aiuta ciascuno di noi a sentirsi più in forma, più rilassato, insomma più in pace con se stesso; ed è innegabile che in questo contesto il modo in cui acconciamo i capelli abbia un ruolo fondamentale. Insieme al viso identifica la persona e influenza la prima impressione e quindi il giudizio a caldo che ricaviamo da un incontro.

Siamo così attenti a questo ambito che non solo guardiamo con terrore alle incipienti calvizie, ma siamo disposti ad impiegare molto tempo per modellare ne tingere le nostre chiome. Ma può l’acconciatura essere anche qualcosa di più? Può cioè fondersi con la moda per diventare opera d’arte, proponendo problemi, raccontando idee, facendosi specchio di una determinata società?
È la sfida che affronta l’hair stylist Vittorio Mariano sullo sfondo della splendida cornice di Expo Milano 2015, presentando una proposta moda nell’ambito del convegno “I mestieri della cosmetica”, organizzato da Cosmetica Italia con la collaborazione di Camera Italiana dell’Acconciatura lo scorso 19 ottobre al Teatro della Terra. Biodiversità, ecco il tema prescelto dagli organizzatori, in piena consonanza con le problematiche discusse nella piattaforma internazionale di Expo. “La biodiversità – spiega Mariano – è la coesistenza dell’essere animale (uomo compreso) e vegetale nella loro evoluzione tecnologica futura”; dunque un rapporto dialettico che salda insieme uomo e natura rendendoli partecipi di un unico destino in gran parte influenzato proprio dall’essere umano, padrone di agire sugli elementi grazie alla tecnologia, alternativamente strumento di valorizzazione o di distruzione capace di incidere profonde ferite nel creato.

Ad affascinare lo stilista è questo cammino comune che peraltro si giova anche di un medesimo inizio: la scintilla primigenia, il seme primordiale da cui la vita è scaturita e che lega tutti gli esseri viventi nella loro infinita varietà. La costruzione dell’abito diventa un mezzo per lavorare in complicità con la vita riverberando nella materia l’emozione di fronte alla quotidianità dell’esistere, all’amore per la famiglia, al lavoro alimentato dalla passione.
Ad ispirare il design è l’icona dell’esposizione universale appena conclusa, il grande albero della vita firmato da Marco Balich e dai designer dello studio Giò Forma: “Perché proprio l’albero? In realtà la scelta è stato tutt’altro che ovvia, sebbene a mio parere il concept di Balich funzioni perfettamente. L’intuizione non è arrivata subito. Insomma sapevo di voler comunicare l’essenza dell’esistenza ma dovevo trovare ancora la forma giusta per farlo. Stavo cominciando a provare una certa ansia quando ho visto il progetto dell’albero della vita: si parlava di gonna, di chioma… alla fine è scattato qualcosa e ho capito che l’albero mi chiedeva di essere vestito”.

La grande scultura ambientale si tramuta così nello scheletro dell’abito, rimpicciolendosi in scala 1 a 60, costituito da 48 barre di alluminio modellate a mano, fermate con 138 punti di saldatura per ottenere la maggiore aderenza possibile all’originale. Rimane intatto il fascino della linea, che si torce accompagnando delicatamente le forme della modella, ricomponendo intreccio dopo intreccio le armoniche proporzioni del disegno michelangiolesco per la pavimentazione di Piazza del Campidoglio. Generatore delle forme è il dodecagono al centro della gonna, che eredita dalla stella a dodici punte del litostrato progettato dall’artista fiorentino, la simbologia legata al dispiegarsi continuo della vita: dodici i mesi dell’anno scanditi dall’alternarsi delle stagioni; ventiquattro le ore del giorno, dodici di luce e dodici di buio a segnare il ritmo della quotidianità. La struttura viene alleggerita e privata della sua staticità facendosi dinamica, molleggiata in modo da adattarsi con grazia ai movimenti dell’indossatrice senza opprimerla. Infatti non è solo l’abito a vestire la modella, vale anche il viceversa, è la modella a vestire l’abito adattandolo a se stessa, al proprio modo di camminare, di sorridere, di atteggiarsi. Ed è vero soprattutto in questo caso dato che la fanciulla non fornisce solo il corpo ma anche i capelli. In che senso? Mariano rifiuta la pedissequa riproposizione del prototipo che viene reinterpretato con un’iniezione di nuova vitalità. Accanto alla razionalità artificiale della manifattura, espressa dall’alluminio, compare il delicato caos naturale. I capelli si fanno complici della struttura fondendosi con la “chioma” metallica. Abbarbicandosi come edera si innalzano innaturalmente verso l’alto a cercare la luce, simulando rami e foglie. Nella gonna, dove la capigliatura vera non arriva, è sostituita da simil-capelli in fibra di kanekalon di quattro tonalità differenti corrispondenti ai quattro colori primari dei capelli da cui derivano tutte le altre sfumature: nero, castano, rame e biondo.

Ognuno è caratteristico di una specifica parte del mondo e vuole espressamente richiamare la diversità di etnia, lingua, popolo, della folla giunta dai diversi continenti per visitare l’esposizione milanese. Le fibre acconciate in trecce fioriscono in rose, il simbolo di quell’amore che è alla base dell’intero progetto; alle propaggini più remote si slegano dalla struttura cadendo verso il basso a mimare il diramarsi delle radici nella terra alla ricerca del necessario nutrimento. Dominano incontrastati il nero dell’abito e l’oro del suo scheletro, eleganti proprio nel loro contrasto materico e simbolico, uno sfondo efficace per la coreografia dei finti elementi vegetali. Moda e acconciatura si fondono metamorfizzandosi reciprocamente e, in certo qual modo, i capelli tornano ad interpretare, anche se in funzione di complicità, il loro antico ruolo di veste naturale donata all’uomo per proteggersi dalle intemperie.

Ad indossare l’abito durante l’evento è stata la figlia di Mariano, Daiana: “Mia figlia… all’inizio non ho pensato a lei. Vestire per me è la cosa più complicata che esista. È un lavoro importante, devi interpretare la personalità della donna per cui realizzi il vestito in modo da creare un prodotto il più adatto possibile a lei, occorre una conoscenza profonda. In questo caso ero stato autoritario, avevo pensato prima all’abito, non ero partito dalla modella. Avevo concepito e tessuto una mia interpretazione della vita e volevo che qualcuno la indossasse. Poi lei si è proposta scherzosamente e mi ha fornito la quadratura del cerchio. Se era l’amore per la vita che volevo rappresentare, allora era giusto che mia moglie e mia figlia condividessero con me questa esperienza. E così è stato”. A dare l’ultimo tocco, arricchendo il significato del lavoro, il riferimento all’evoluzione tecnologica e alla necessità di un’integrazione simbiotica con la natura, rappresentato da alcuni microchip incollati sulla spalla di Daiana. Una visione positiva quella di Mariano che trasmette l’immagine di un futuro in cui si potrà trovare quell’equilibrio stabile uomonatura che oggi appare così fragile. Tutto all’insegna di un’estetica che allora non può più essere soltanto semplice cura dell’aspetto esteriore ma anche conoscenza e amore per la vita.

Fotografie Expo Milano dell’Hair Designer Vittorio Mariano – Rapallo (Ge) Italia

Hair Designer Vittorio Mariano
Via Trento 15, 16035 Rapallo (Ge)
Tel. 0185 273000
www.vittoriomariano.it
Hair Designer Vittorio Mariano
Via Trento 15, 16035 Rapallo (Ge)
Tel. 0185 273000
http://www.vittoriomariano.it

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